Recensioni Prefazione - Ipotesi di Cacciatore il primo romanzo psicologico italiano dell'autore Ponci Gregorio

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"Ipotesi di cacciatore é un romanzo psicologico breve dal titolo che richiama un saggio di Robert Ardrey, pur non contenendone esplicitamente le tesi.
Costruito su base psicologica intorno alle vicende di un cacciatore di provincia pavese, alleggerito da episodi surreali nella loro plausibilità, poggia su una tela inusuale di ipotesi evolutive in campo aperto.
Volutamente scorrevole, venato di vaga impudicizia d'intrattenimento, dissemina spunti di riflessione senza schierarsi apertamente sul controverso tema della caccia che ad oggi, in Italia, conta 600.000 aderenti.
Capace di suscitare sentimenti contrastanti, eccentrico tra aspetti comici ed onirici cambi di scena, approda ad un finale a sorpresa che nasconde persino una rivisitazione storica serigrafata da una nota dopo i titoli di coda.
Difficile negargli l'imprevedibilità e non riconoscergli un certo stile nel fioretto.
Si legge in fretta e quando pensi di aver capito quale possa essere la conclusione, ti accorgi di essere fuori strada.
Mai letto niente di simile in piedi nelle hall delle grandi librerie del centro.
E questo, nel bene e nel male, é già un punto".


"Un romanzo psicologico che forse nasconde, attraverso brani disinvolti e divertenti, la libera trasposizione storica del santo patrono dei cacciatori dall’XI secolo Sant' Uberto di Liegi, primogenito del Duca Bertrando di Aquitania e nipote di Re Cariberto II. Secondo la tradizione, durante una battuta di caccia, questi avrebbe ricevuto una visione che lo avrebbe invitato ad abbandonare la sua vita dissoluta e a convertirsi. Il personaggio Viscardo, che tra le pagine é in grado di attrarre sia la simpatia che il biasimo per la sua condotta umanissima, sembra infatti percorrere, dall'infanzia alla maturità, un sentiero di riflessione che potrebbe ricondurre proprio all'attuale protettore della caccia. Libro godibilissimo, scorrevole, con numerosi e particolareggiati episodi dell'ambiente venatorio che si avvicendano con la vita amorosa di un aitante cacciatore di donne e selvaggina. Interessante anche per i molti temi introdotti tra le righe, per l'ampio spazio alle varie figure del femminile e la sofisticata costruzione psico-narrativa."


"Belle le descrizioni, i paesaggi, l'ambiente di caccia e le emozioni vissute dal protagonista. Piacevole l'accostamento di episodi spassosi con temi di peso e contenuto. L'impronta psicologica non rallenta la trama e il racconto appare fresco e spontaneo anche nei suoi aspetti paradossali. Si legge tutto d'un fiato."




 
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